Gli Emirati Arabi attraggono le imprese: cresce il fatturato | Luglio 2018

Gli Emirati Arabi attraggono le imprese: cresce il fatturato
MERCATO
“Emirati Arabi Uniti, un mercato ricco di opportunità”. Se ne è parlato mercoledì 4 luglio all’Hotel Hilton Garden Inn di Mestre, dove Apindustria Venezia e Inter.Mark, una società specializzata nei rapporti d’affari tra aziende, han-no riunito le imprese venezia-ne. Secondo le analisi presenta-te a Mestre nel 2017 è stato di 5,3 miliardi di euro l’ammonta-re del fatturato nazionale verso gli Emirati Arabi, che rappresenta 1117° mercato di desti-nazione per l’export italiano. I settori più interessati sono quelli della gioielleria (216 milioni), il meccanico-strumenta-le (131 milioni) e il medico-dentistico (64 milioni). Anche se non mancano le esportazioni nel campo elettromeccanico e agroalimentare. Un mercato destinato a crescere: per il 2020 ci si aspetta infatti di rag-giungere un fatturato di 6,2 miliardi. «Questo grazie anche al-le importanti novità che entreranno in vigore dall’ultimo trimestre 2018 – ha spiegato Igor Bortolozzo di Inter.Mark -. Se finora al di fuori della free zone non è possibile costituire una società sul quel territorio che non abbia almeno il 51% delle quote a capo di un socio emiratino, da ottobre 2018 sa-rà possibile costituire società 100% di proprietà straniera anche al di fuori delle zone ad economia speciale». Una novi-tà che è destinata a far aumentare notevolmente il numero delle aziende italiane che operano negli Emirati Arabi, che attualmente sono già circa 600. Molte le testimonianze proposte durante il convegno. «L’economia di quel paese è una delle più stimolanti del pianeta, soprattutto nel settore delle importazioni – aggiunge Nicola Zanon, direttore di Apindustria Venezia – Secondo i dati Istat, l’Italia si posiziona al settimo posto tra i Paesi for-nitori e al terzo posto tra i partner europei. Inoltre, il territorio degli Emirati Arabi Uniti è un vero e proprio hub finanziario: dei 52 istituti bancari presenti, 29 sono stranieri e tra questi si contano gli italiani In-tesa San Paolo, Ubi Banca, Sa-ce, Unicredit, Bnl Bnp Paribas. Dei 10,98 miliardi di investi-menti esteri, 1,33 miliardi arri-vano dall’Italia». ( M.Fus)

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