L’Export italiano è in crescita, ma in quali settori? 

L’Export italiano è in crescita, ma in quali settori? 

Quali sono  le dimensioni strutturali delle aziende italiane?

Quali sono i mercati più interessanti?

I dati dell’export italiano relativi al 2017, sono stati presentati dal Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni, che in occasione del Salone del mobile di Milano, edizione 2018, ha commentato: «Nel 2017 abbiamo avuto il record storico di esportazioni  maggiore di tutti i tempi: 448 miliardi di export, il 7,4% in più rispetto all’anno precedente».

I dati sono quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicati il 23 marzo 2018.

Nel 2017 le esportazioni hanno raggiunto i 448,107 miliardi di euro, in crescita del 7,4% rispetto al 2016. 

Da tenere in considerazione che anche nel 2016 l’Italia aveva segnato il precedente record di esportazioni, il totale delle esportazioni era arrivato a 417,269 miliardi di euro. 

I risultati ISTAT sprcificano nel dettaglio gli andamenti dei diversi settore di esportazione (dati pubblicati nel Sole 24 Ore, 15 febbraio 2018).

Il settore farmaceutico, chimico e medicinale -botanico ha determinato secondo l’analisi ISTAT il 16% dell’export complessivo, il settore autoveicoli ha contribuito per il 11,3%, i prodotti chimici per il 9%; metalli di base e prodotti in metallo per l’8,7%, prodotti alimentari, bevande e tabacco per il 7,5%.

Secondo l’ISTAT sono in crescita le esportazioni delle altre attività manifatturiere (5,7%) ed infine il settore delle macchine e apparecchi (5,5%).

Incrociando i dati provenienti dalla relazione Agrifood Monitor del 15 marzo 2018, analizziamo l’andamento di un settore alquanto rappresentativo del Made in Italy. La produzione dell’agroalimentare italiano (7,5 % del totale  delle  esportazioni) è in crescita, avendo superato nel 2017 il tetto dei 40 milioni di euro, con un incremento del 7% rispetto al 2016. 

I prodotti che hanno trascinato la crescita sono quelli riconosciuti di eccellenza per il “Made in Italy”: formaggi (+11%), vino (+6%), cioccolata (+20%), prodotti da forno (+12%).

Un dato da tenere in considerazione è che il tasso di crescita è migliore rispetto ai colossi  Usa (-0,2%), Cina (+2,1%), Germania (+3,3%) o Canada (+3,4%), ma il volume totale delle esportazioni  è ancora molto inferiore.

 Nello stesso settore agroalimentare la Germania ha esportato nel 2017 per complessivi 76 miliardi e la Francia per 60 miliardi.

Il “Made in Italy” gode di ottima fama, ma bisogna analizzare le strutture e le dimensioni aziendali delle Imprese italiane all’estero.

Solo l’1,7% delle imprese alimentari italiane ha più di 50 addetti contro il 10,5% della Germania ed il 4,1% della Spagna. 

Dell’intero fatturato prodotto da tale settore dell’export italiano il 67,5% deriva dalle esportazioni nei paesi europei limitrofi, dato che si spiega  anche sulla base dimensionale delle aziende italiane. 

Nel  corso del Convegno “I nuovi territori dello sviluppo d’impresa” presentati a Verona  il 26 Aprile 2017 è stato evidenziato che l’Italia è al terzo posto nella classifica mondiale calcolata per numero assoluto di imprese che esportano, ma il dato deve incrociato con quello emerso nel corso dello stesso Convegno, che il 76,7% di tutte le aziende italiane che esportano produce un volume di fatturato estero inferiore ai 500.000 €.

Tutti i dati confermano che ad esportare i prodotti  del made in Italy non solo esclusivamente le grandi aziende in termini di dimensioni, ma anche e soprattutto le P.M.I. Italiane.  

Il nostro sforzo e i nostri servizi sono rivolti proprio a quelle Piccole e Medie Imprese Italiane che colgono non solo l’opportunità ma anche la necessità di internazionalizzarsi.  Con lo scopo di dare validi strumenti allo sviluppo d’impresa abbiamo costruito efficaci convezioni con Associazioni di categoria tipicamente rappresentative di tali realtà.  Con Api Industria Servizi portiamo aventi un progetto in partnership, proprio per sostenere le imprese Italiane che vogliono svilupparsi all’estero.

 

Oltre ai settori, quali  sono i mercati esteri più promettenti per le pmi italiane?

Nel 2017 i Paesi che hanno segnato il maggior aumento di volume di fatturato per le aziende italiane i nel complesso dei settori dell’export sono state Cina (22,2%) e Russia (19,3%).

Secondo la relazione Agrifood Monitor del 15 marzo 2018 si prevede che nel prossimo quinquennio si avrà una robusta crescita dei consumi alimentari in molti dei principali mercati mondiali: Stati Uniti (+24%), Cina (+44%), India (+85%), Russia (+45%), Corea del Sud (+22%), Canada (+35%).

I parametri che hanno inciso su questo relazione sono da un lato la presenza di dazi doganali o accordi bilaterali tra Stato e Stato in grado di incidere pesantemente sui costi per l’esportazione e dall’altro, come parametro favorevole ai prodotti italiani è  previsto un aumento del reddito pro-capite nei paesi verso cui vuole volgersi il nostro export, che faciliterà l’acquisto del food&beverage italiano appartenente alla fascia di prezzo medio alta.

Restando in attesa degli sviluppi dell’introduzione di dazi da parte dell’amministrazione di Trump e Brexit USA, Cina e India sono i paesi dove è prevista la maggiore crescita dell’export italiano, e dove  si stima anche l’aumento del reddito medio pro capite, una condizione utile alla luce dei prezzi medi dei prodotti italiani esportati dall’Italia, mediamente più alti di quelli  concorrenti.

Anche il territorio degli Emirati Arabi Uniti  si sta dimostrando  un mercato molto importante per le nostre imprese . Infatti  gli EAU rappresentano soprattutto un hub strategico, proprio per la loro vicinanza con il sub-continente asiatico (Cina India principalmente). Ciò vale soprattutto per Dubai, che ha sempre saputo sfruttare al meglio per fini commerciali la sua posizione geografica strategica al centro delle principali  rotte commerciali .

Le imprese che hanno scelto di operare negli EAU hanno verificato che questo Paese rappresenta il principale centro di ri-esportazione del Medio Oriente e che la posizione geografica degli Emirati consente di operare nei vicini mercati asiatici – in primis  India e Cina – con forti riduzioni di costi.

I vantaggi del hub di Dubai, oltre alla  posizione strategica sono la stabilità della normativa in materia di imprese,  la forte attrazione degli investimenti esteri perseguita attraverso il reinvestimento derivante dai proventi petroliferi, il costo contenuto della manodopera (principalmente proveniente dai Paesi del sub-continente indiano), un basso costo dell’energia, ma soprattutto la presenza di numerose  Zone franche, che consentono il 100% della proprietà e numerose agevolazioni fiscali e commerciali.

Infine Dubai ospiterà Expo 2020: un enorme volano per i piani di sviluppo emiratini, che al tempo stesso offrirà grandi opportunità per le imprese italiane, anche per le  pmi Italiane a livello di subforniture. 

Oltre alle categorie che come gioielleria e macchinari, sono ai primi posti del nostro export, anche  altri settori merceologici del Made in Italy, come l’alimentare, l’abbigliamento, le attrezzature medicali ed elettriche, potranno trovare un mercato ricco di opportunità.

Scopri di più, chiedendo informazioni sull’evento promosso in collaborazione con Api Industria, dedicato al mercato EAU e all’hub di Dubai in programma il prossimo 4 Luglio a Venezia-Mestre.

1 commento su “L’Export italiano è in crescita, ma in quali settori? ”

  1. Situazione dell’export italiano e dimensioni delle
    aziende italiane I have read so many articles or reviews about the blogger lovers but this piece of writing is truly a nice piece of writing, keep it up.

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